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GRAVIDANZA: TOXOPLASMOSI, CHE FARE…

Con la scoperta di essere in dolce attesa, uno dei primi esami che viene eseguito è quello sulla toxoplasmosi, una malattia infettiva che, in condizioni normali, non ci si accorge nemmeno di aver contratto, in quanto quasi asintomatica poiché i suoi sintomi sono facilmente confondibili con quelli dell’influenza.
Una volta venuti a contatto con il virus esso “regala” un’immunità permanente e quindi non la si potrà mai più contrarre per tutto il resto della vita.
Nulla di grave quindi ma non se questo succede in gravidanza perché purtroppo questa malattia può essere molto pericolosa per il bambino che portiamo dentro di noi.
Proprio per questo motivo, tra le primissime analisi del sangue che vengono eseguite in gravidanza c’è la ricerca della ricettività al virus, per capire se la futura mamma dovrà da quel momento in avanti prendere dei piccoli accorgimenti perché il bambino non venga a contatto con la malattia.
Partiamo subito dalle notizie più negative…nel caso in cui si venga a contatto con il virus il bambino potrebbe essere soggetto a malformazioni, danni al sistema nervoso, focomelia e cecità ma, gli accorgimenti da prendere sono davvero semplicissimi e, una volta al mese ripetendo gli esami del sangue, saremo sicure di aver fatto tutto nel modo giusto.
Ecco cosa c’è da fare:
1. Dire addio a tutti gli alimenti crudi…non che io sia amante del sushi o della carne cruda ma impazzisco invece per i salumi, specialmente per il prosciutto crudo, il salame, la bresaola, la pancetta; ho l’acquolina in bocca al solo pensiero e oggi, al nono mese di gravidanza, non mi ricordo più che sapore abbiano.
2. Stesso discorso per le uova, bandita la maionese fatta in casa, via libera a quella del supermercato fatta con le uova pastorizzate; no all’uovo all’occhio di bue ma perfetto se sodo.
3. Attenzione ai formaggi categoria all’interno della quale per me è più difficile destreggiarmi. Occorre evitare quelli tipo gorgonzola, dalla crosta fiorita e in generale ottenuti con il latte non pastorizzato. Per togliermi dall’imbarazzo gli unici formaggi che mi concedo sono la robiola, la certosa, stracchino e asiago…con questi so di andare sul sicuro;
4. Massima attenzione per frutta e verdura che, se consumata cotta non crea alcun problema ma che necessità di sterilizzazione con amuchina o bicarbonato per almeno un paio d’ore nel caso in cui la si voglia consumare cruda. Per i primi due mesi ho evitato del tutto frutta e verdura crude e risolvere il problema alla radice ma poi la mia ginecologa mi ha ripreso pesantemente perché questo mio atteggiamento privava del tutto la mia bambina dall’apporto di vitamine importanti. Ho cominciato così a lavare accuratamente con le mani frutta e verdura per togliere ogni residuo di terra e a lasciarle sempre a bagno per un paio d’ore in acqua e bicarbonato prima di consumarla;
5. Attenzione anche alla frutta con la buccia molto spessa, non ci salva dal batterio perché tagliandola con il coltello rischiamo di portarlo all’interno del frutto (vedi per esempio arance, melone e anguria). Unica eccezione la banana, se troviamo un marito di buona volontà che ce la sbucci e ce la porga senza toccarla, saremo le donne più fortunate del mondo…grazie amore mio ❤ Questa estate pensavo di dover rinunciare all’anguria a malincuore invece con un bel bagnetto in acqua e bicarbonato, non me ne sono privata 🙂
6. Assolutamente vietate cozze e vongole sia cotte che crude, più che per il rischio toxoplasmosi per il fatto che nutrendosi filtrando l’acqua del mare, questa potrebbe essere inquinata e trattenere sostanze nocive;
7. Attenzione ai gatti se li avete meglio che della pulizia della lettiera se ne occupi qualcun altro e, se frequentate amici che li hanno in casa, lavate molto spesso le mani quando fate loro visita.
Come vi ho già detto il test sulla toxoplasmosi viene ripetuto ogni mese e, nonostante tutti gli accorgimenti di questo mondo, per me ogni volta l’ansia di averla contratta era a livelli altissimi.
Soprattutto al primo esame, sono rimasta incinta nel periodo tra Natale e l’Epifania ma l’ho scoperto solo a fine gennaio e vi lascio solo immaginare tutto quello che ho mangiato in quel periodo di bagordi!
E’ importante monitorare la presenza del virus perché intervenendo tempestivamente e con una cura antibiotica è possibile evitare la trasmissione al bambino o quantomeno limitare il rischio di gravi conseguenze mentre se rimane latente diventa impossibile fare qualunque cosa.
Ora sono molto più serena, manca qualche settimana al parto e ho già richiesto a mio marito come regalo un bel paninazzo imbottito di prosciutto crudo e salame…anche se non mangiandoli da così tanto tempo mi chiedo se mi piaceranno ancora…io credo di sì, il palato non si disabitua alle cose buone ^_^

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